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Resistenza
Le fotoresistenze sono dei componenti fotosensibili che riescono a variare il loro valore ohmico in funzione dell’ intensità di luce che ricevono. Nello specifico hanno una resistenza inversamente proporzionale alla quantità di luce che le colpisce.
Sono elementi a semiconduttore in cui la radiazione assorbita viene convertita in una variazione di resistività per il materiale stesso, in genere è solfuro di cadmio oppure solfuro di piombo.
Esse si comportano come dei tradizionali resistori, ma il loro valore ohmico diminuisce mano a mano che aumenta l’intensità della luce che le colpisce. Ciò comporta che la corrente elettrica che transita attraverso tale componente è proporzionale all'intensità di una sorgente luminosa. In questo modo, si crea una sorta di potenziometro variabile attraverso la luce anziché tramite forze meccaniche, segnali elettrici o assorbimenti.
In una condizione standard una fotoresistenza misurata al buio ha un valore di circa 1 megaohm, ed il suo valore variarà a seconda della luce che la colpirà; più luce riceve più il suo valore si abbasserà drasticamente, avvicinandosi sempre più allo zero ohmico. Nella realtà si potrà notare che quando essa riceve un pò di luce il suo valore scende verso i 400.000 ohm circa; se l’intensità della luce aumenta, il suo valore scenderà verso gli 80.000 ohm; se riceve invece una forte luce la sua resistenza scenderà fino a poche decine di ohm.





Campi di utilizzo


Le fotoresistenze hanno, per le maggior parte dei modelli, dei costi notevolmente bassi, e di conseguenza sono entrate di prepotenza in tutti quei settori dove è richiesta sia la sicurezza, che il contenimento dei costi.
Sono presenti infatti nella maggior parte degli automatismi civili ed industriali, ricoprendo il ruolo di "sicurezza".
Nei cancelli automatici, o sulle porte degli ascensori, troviamo sempre questi componenti, i quali assumono il nome di fotocellule.
Esse lavorano principalmente a coppia, le quali hanno il compito di "guardarsi" e comunicare. Una delle due è formata da un led che emette un fascio luminoso che dovrà colpire perfettamente il corpo della resistenza posizionata sul lato opposto. Quando il fascio luminoso verrà interotto, vorrà dire che qualcosa o qualcuno è in prossimità dell' automatismo, e di conseguenza farà interrompere i movimenti.

Un'altro settore in cui è molto diffuso l' uso della fotoresistenza è l'illuminazione. In queso settore le fotoresistenze vengono montate all'interno di alcuni circuiti che vengono chiamati crepuscolari. Questi sono dei componenti elettronici, o in aluni casi dei mini automatismi che permettono l'attivazione automatica di circuiti di illuminazione al calare della luce naturale dell'ambiente(luce solare). Anche questi vengono utilizzati sia in campo civile che industriale, attivando l'illuminazione per strade, scale, giardini ed altro fornendo di conseguenza un'elevato risparmio energetico. Questi apparati non sono composti solo da fotoresistenze, ma al loro interno devono avere per forza dei relè o teleruttori che verranno attivati a seconda del valore che la fotoresistenza darà in uscita. Questo perchè la fotoresistenza non è in grado da sola di fornire la corrente richiesta per alimentare il filamento. E' molto importante quindi NON collegare mai una fotoresistenza in serie ad un led o lampadina.


 
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